GIORNO 5 – VERSO IL KARAKUL

Oggi il cielo è parzialmente coperto ma ci sono grossi squarci d’azzurro che fanno ben sperare. Alle otto, puntualissimi, ripartiamo. Qualche chilometro e dall’alto di una cunetta si gode il panorama del lago Bulunkul. Le montagne e le nubi si specchiano nell’acqua azzurra. L’aria è frizzante, il vento molto fresco, siamo a circa 4.000 m d’altitudine. Mentre viaggiamo spuntano marmotte di colore marrone chiaro, paurose e curiose come le nostrane anche se di colore diverso. Ci guardano con attenzione poi scappano. L’autista guida praticamente a passo d’uomo per non investirle poi si ferma. Proprio nel bel mezzo della pista, una coppia ha pensato bene di scavare lì la loro tana dalla quale spuntano le testoline di due cuccioli. Visto l’enorme mezzo sopra le loro teste i cuccioli scappano. L’autista scende per controllare se la pista è libera e riparte. Incontriamo un geyser che lancia acqua calda ad un metro d’altezza. Incrociamo altri laghetti d’alta montagna ed ogni volta è una forte emozione. Appare una striscia d’asfalto così in pessime condizioni che gli autisti dei fuoristrada preferiscono viaggiare sulle piste disegnate ai lati della “strada”. La striscia d’asfalto è percorsa solo da camion e ciclisti, oggi ne incontriamo davvero tanti. Chi in solitaria, chi in coppia, tutti pedalano con fatica. Qualcuno si ferma per rifocillarsi, uno sfortunato sta cambiando la camera d’aria, ma sono tutti davvero grandi. Percorriamo il Naizatash Pass, 4.173 metri slm. La “Strada del Pamir” riserva sempre sorprese. Superiamo un controllo di polizia e arriviamo a Murgab dove molte case e negozi sono all’interno di container.  Siamo a 3.650 m d’altezza. Pranzo al Pamir Café dove troviamo, come sempre del resto, un menù molto locale. Io opto per un gulash con riso e purè. Riprendiamo a viaggiare su una strada con l’asfalto tutto spezzato mentre siamo circondati da montagne che hanno sfumature di colore rosa e rosso. Ora affianchiamo il confine con la Cina anche qui segnato da un infinito reticolato. Superato un dosso appare un’ampia vallata tagliata da una striscia d’azzurro, è il lago Karakul. Tutta la vallata è circondata da montagne e sul fondo appare la piramide bianca del Lenin Pik, 7.134 metri slm. Alloggiamo presso la guest house Sher’s Inn 2 dove incontriamo altri italiani in viaggio. Ma quanti sono? E’ vero che è agosto e come noto in Italia è il mese delle vacanze ma così tanti non me lo sarei mai immaginato. Eppure, nonostante ciò, questo non è certamente turismo di massa. Passeggiando per il paese vedo donne che vanno alla fonte per prendere l’acqua, alcune chiacchierano tra loro, i ragazzi giocano a pallavolo in una specie di oratorio. C’è anche una piccola moschea colorata di bianco con due tozzi minareti. Andiamo verso il lago, la camminata si fa pesante a causa dell’altitudine. Arriviamo sulla riva del lago. La vista è splendida ma troviamo un cane morto e tante zanzare, meglio rientrare. Dopo cena mi stendo sul letto e sento il respiro molto pesante, l’altitudine si fa sentire, siamo a 3.960 metri slm.

Commenta