GIORNO 4 – VERSO IL LAGO BULUNKUL
La mattina inizia nel migliore dei modi: la colazione ci viene servita in giardino tra piante di frutta e fiori colorati. Tarzan, il cane di famiglia, è sdraiato all’ombra, il cielo azzurro oggi è rallegrato da nuvole a pecorelle. Riprendiamo il nostro percorso seguendo il fiume e il confine afgano. La valle si restringe, le rapide sono sempre più impressionanti, la forza delle acque ha scavato un profondo canyon. Sul versante opposto persistono le brulle montagne afgane ma da dietro spuntano alte vette innevate. Gruppi cammelli in libertà brucano la verde erba in ristrette aree verdi a ridosso del fiume. Entriamo in un’area pre-desertica e appaiono secchi laghetti salati dai bordi bianchissimi. In alcuni tratti la pista si fa quasi impraticabile, poi arriva l’asfalto ma solo per un paio di chilometri e riprendiamo lo sterrato in direzione del lago Bulunkul. Arriviamo al villaggio e mi sento molto stanco, stremato, del resto siamo a 3.900 m. Pranziamo con zuppa di lenticchie e pesce di lago fritto, finalmente si mangia qualcosa di diverso. Passeggio nel villaggio costituito da basse case costruite prevalentemente con la terra, tetto piano e piccole finestre. Abitazioni molto povere ma le parabole per le tv non mancano e sul tetto celle solari. Alcune sono grezze, altre sono verniciate di bianco. Panni stesi al vento si alternano a carcasse di vecchie auto. Entro in un negozietto che offre poche cose ma la Coca Cola non manca. Vedo ragazzi che giocano per le strade e ragazze che accompagnano i vitellini nelle stalle. Fuori dal villaggio i bovini si godono l’erba fresca. Sullo sfondo le montagne circondano l’altopiano, al centro il lago azzurro intenso. Sulle acque si riflettono il cielo e le nubi bianche. Uno spettacolo naturale di grande bellezza. Ceniamo tutti intorno ad un lungo tavolo dove si sono aggiunti anche un paio di giovani ragazze romane accompagnate da un loro amico. Il gruppo si allarga, sempre, quando le persone sono interessanti.




