La ristorazione a Gibuti

N.B.: qualche giorno fa per errore è stata pubblicata una bozza incompleta e con molti refusi. Ora viene pubblicata la versione corretta e completa. L’autore si scusa con i lettori  🙂  🙂  🙂

Anticamente Gibuti faceva parte del regno di Aksum (Etiopia), poi arrivarono i mercanti arabi. Con l’apertura del Canale di Suez arrivarono i francesi ma ci fu anche una immigrazione italiana seguita poi da cinesi e vietnamiti. Ecco signori, il piatto è servito e il menù è molto vario. Inoltre, pur essendo un paese islamico, Gibuti offre una forte tolleranza al consumo di bevande alcoliche, dalla birra al vino fino ai liquori internazionali. La città è costellata di ristoranti e piacevole è assaggiare le diverse specialità. Incomincerei da un ristorante da gourmet: Le Cafè de la Gare, un po’ in periferia ma elegante. Mobili di classe, personale vestito con stile ed eleganza, luci soffuse. C’è anche un bar col gioco del biliardo ed un bancone in legno massiccio. Al bar vengono anche serviti degli ottimi succhi frutta accompagnati da chips. Il menù è molto orientato verso la cucina francese e qui scelgo “magret aux girolles”, più chiaramente anatra con funghi finferli. Un grande piatto accompagnato da melanzane in umido e patate al gratin. Un vino rosso sudafricano lo completa perfettamente. Apprezzabile l’offerta di arachidi e olive condite come entreè. A poco più di cento metri di distanza si trova il Restaurant Saba con origine yemenite. Un locale molto semplice che però offre una sala condizionata. Qui non si sbaglia mai se si ordinano “brochette de poisson” che vengono servite con verdure in umido speziate e riso bollito. In piazza Menelik ci sono diverse opzioni. La prima sera, già un po’ affaticato dal viaggio, entro nel Time Out. Il proprietario è italo-etiope e quindi si cucina in accordo alle tradizioni dei due paesi. Il menù è piuttosto vario. La prima sera scelgo una pizza quattro stagioni. Molto simile alle pizze italiane con prosciutto cotto, olive, capperi e cipolle. Qui una birra ci sta bene ma poi seduti davanti al banco ci sono due italiani, un australiano e qualche gibutiano. Nasce subito la necessità di una bevuta in compagnia. Per pranzo il locale è un po’ più tranquillo, ordino penne all’arrabbiata. Cottura un poco abbondante, un buon sugo di pomodoro e peperoni verdi piuttosto piccanti. Per aperitivo vengono servite tre pizzette calde accompagnate da un sughetto molto piccante. Una sera con Bill, l’amico canadese, andiamo al Restaurant Vietnam. Scegliamo una zuppa con vermicelli e frutti di mare, a seguire un piatto di nem che ci viene servito con foglie di insalata e foglioline di menta. E l’ultima sera, sempre con Bill, La Chaumière, ristorante franco-cinese. Noi ci orientiamo verso la cucina cinese per gustare una zuppa. Anche qui scelgo una seafood soup con pesce, gamberi e verze. Piuttosto piccante e molto buona. E per concludere Bill ordina dei dumpling che poi condividiamo. Ci vengono serviti alcuni ravioloni grigliati col ripieno di carne accompagnati da una salsa di soia.

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