“La mia Lillaz” usava dire mia moglie, “un presepino” aggiungeva. E in effetti d’inverno, quando tutto è innevato, quando tutto è illuminato dagli antichi lampioni dalla luce gialla, sembra davvero di essere entrati in quei micro-villaggi che si costruiscono tra il muschio finto dei presepi.
Famosa per le sue cascate, Lillaz, che andrebbe pronunciato evitando la zeta finale, si trova a 1630 metri d’altezza slm, 75 residenti, sorge tra il Torrent de Valleile e il Torrent d’Urtier. Attraversato l’Urtier si entra nel borgo costituito per lo più da case antiche costruite con l’utilizzo di pietre e legno secondo la tradizione locale. Molte sono già state ben ristrutturate mantenendo i canoni architettonici della valle, alcune sono in fase di restauro proprio in questi mesi. Si percorre la via principale per arrivare nella piazzetta a forma triangolare che rappresenta il centro del borgo: Place du Fo, la piazza del fuoco. Fino a circa quarant’anni fa, in luogo della piazzetta, c’era il forno a legna presso il quale le famiglie portavano le loro pagnotte per cuocerle. Una tradizione antica che si tramandava in tutte le comunità valdostane. La piazzetta era anche un luogo d’incontro, qui si tenevano le assemblee della comunità, qui si arrivava con le scodelle (“tass”) colme di calde zuppe di riso insaporite con erbe di campo. E a maggio, mese mariano, all’ora del tramonto sulle panche di legno si recitava il rosario. Sull’angolo a sinistra si incontra il bar Anais. Un bar “letterario” dove libri, giornali e riviste sono a disposizione della clientela composta da turisti del mordi e fuggi ma soprattutto da escursionisti, fondisti e cascatisti. In un angolo una pendola antica scocca le ore con precisione, sulle pareti decine di quadri in stile valdostano. Il bar ha origini antiche: negli stessi locali la nonna dell’attuale proprietario, dal 1880 al 1912, gestiva il “Café du bon vin”. Dalla piazzetta, proseguendo per la medesima direzione, si incontra l’antica chiesetta e superati i campeggi si sale verso la Valleile. Se invece dalla piazzetta si imbocca la strada sulla sinistra andiamo in direzione delle famose cascate. Appena usciti dal borgo una fontana in pietra ed un crocefisso ligneo segnano l’inizio del sentiero. Si accede immediatamente in un museo di geologia all’aperto dove si possono ammirare una ventina di massi provenienti dalle diverse aree geologiche di Cogne. Si trovano magnetite, quarzite, marmo impuro … ogni masso racconta l’interessante storia geologica e tettonica che ha costituito l’attuale catena delle Alpi. In particolare un pannello mostra come il versante di roccia che vediamo sulla destra del torrente era di origine oceanica. Queste rocce si erano originate sul fondo di un oceano, oggi completamente scomparso, che costituiva la placca oceanica della Tetide. Il “contatto tettonico” della placca oceanica contro le rocce continentali avvenne in modo “brutale” e questo fenomeno, risalente a diverse decine di milioni di anni fa, ha dato origine alle Alpi. Nel bel mezzo di tutto ciò, seguendo il percorso del torrente, arriviamo a scorgere le cascate. Qualche roccetta (attenzione d’inverno sono ghiacciate e quindi molto pericolose) e si arriva ai punti panoramici. Tre salti d’acqua per 150 metri d’altezza complessivi alimentati dal Torrente Urtier. Le cascate sono una grande meraviglia della natura. D’inverno il torrente è ricoperto dalla neve, i sassi distribuiti sul letto si trasformano in morbidi panettoni di neve. La cascata si trasforma in una meravigliosa struttura di ghiaccio, una perfetta palestra per cascatisti che accorrono numerosi tutti gli anni. Con gli inizi della primavera il ghiaccio si scioglie e la portata dell’acqua aumenta per raggiungere il suo massimo attorno a luglio. I numerosi getti scorrono e si infrangono tra le rocce creando uno spray che si diffonde tutto intorno e spesso, verso il basso, dei bellissimi arcobaleni. Ed è così, che quando vieni a Lillaz, in qualsiasi stagione dell’anno, te ne innamori….. per sempre.







Non posso che condividere “viaggiatore viaggiante” e dalle tue parole traspare l’amore che provi per questo paesino, Lillaz, leggendo la tua descrizione e con un po’ di immaginazione è facile ritrovarsi lì tra quelle piccole stradine che sanno di genuino e di ricordi, grazie zio che per un attimo mi hai fatto sentire la gioia di alcuni bellissimi momenti trascorsi con voi in quel piccolo ” presepino”
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