Jakarta

Ho lo sguardo abbassato, lo rialzo e mi trovo Silvia davanti a me. Siamo entrambi sorpresi e stupiti di incontrarci in un luogo così remoto, così diverso dalle nostre abitudini. Lei ha praticamente viaggiato 24 ore per raggiungermi ed un abbraccio caloroso unisce padre e figlia. Sorrisi di meraviglia ed un “ma come sei dimagrito!”. Dopo una breve notte, abbiamo fatto le 3 del mattino, andiamo alla scoperta di Jakarta. In taxi ci portiamo verso il quartiere Kota, il più tradizionale e storico, il cuore della città. Austeri palazzoni bianchi ricordano il periodo dell’occupazione coloniale olandese. Passeggiamo lungo una strada molto animata dove si vende ogni cosa ed arriviamo in piazza Taman Fatahillah. E’ domenica pomerigggio ed una folla di indonesiani la anima. Gruppi di giovani scherzano e giocano mentre le famiglie passeggiano. Ci sono decine di personaggi mascherati per poter scattare con loro una foto fantasiosa. Non abbiamo ancora pranzato, entriamo nel bar Batavia, il locale più famoso della città. l’interno è molto vintage, tutto arredato in legno con centinaia di fotografie in B/N di attori e cantanti famosi appesi alle pareti. Un gruppo rock suona dal vivo musica evergreen. I Beatles ma anche la nostra “Che sarà”. Mangiamo un’ottima anatra arrosto accompagnata da una birra. Sazi facciamo due passi e rientriamo in albergo. Al VI piano c’è una piccola piscina, ci tuffiamo in attesa del temporale. Il cielo sui grattacieli della città si è fatto molto minaccioso. Inizia a piovere e solo quando la pioggia è forte usciamo dall’acqua. Oggi il temporale è arrivato verso le cinque del pomeriggio ma l’intensità è elevata. I tuoni fanno spavento. Più tardi smette e ci portiamo verso il centro della vita serale e notturna. Passiamo attorno alla grande fontana rotonda che viene considerata il centro della città per arrivare presso il grande palazzo Pacific Place circondato e avvolto dalle luminarie natalizie. All’interno un vasto spazio occupato dalla riproduzione della Tour Effeil tutta illuminata con un Babbo Natale che si arrampica. Volgendo lo sguardo verso l’alto si vede una struttura circolare con molti piani che ospita tutti i grandi marchi mondiali. A piano terra la galleria La Fayette e poi tutti i marchi del lussso e della moda italiana. Noi andiamo al Potato Head, un locale molto moderno dove troviamo i giardini verticali che mi ricordano quelli dell’EXPO (padiglioni di Israele e Stati Uniti). Mangiamo un filetto di pesce grigliato con una buonissima salsa di soia (credo) e lime, dei gamberi con salsa di pomodoro piccante e lime. Davvero ottimi, il locale è segnalato come “top” dalla Lonely Planet. Poi ci portiamo sul lato opposto del grande palazzo dove troviamo l’Hard Rock Cafè. Due coktails e musica dal vivo a tutto volume. Che serata !

Un pensiero su “Jakarta

  1. Ciao Oscar, leggo con piacere che ti sei incontrato con Silvia!! Buon proseguimento di un pezzettino di viaggio insieme!
    Un abbraccio a tutti e due,
    Clara

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