22 / 07 / 2022
Pomodori freschi in Islanda??? No, non ci posso credere, saranno sicuramente d’importazione. E invece sulla fredda isola nord-atlantica si producono tonnellate di pomodori all’interno di grandi serre. Noi andiamo a visitare Fridheimar, 40 km ad est della capitale, una serra produttiva ed un ristorante nello stesso sito. Filari di pomodorini si susseguono all’interno di estese serre riscaldate dall’energia geotermica e dal calore solare, quando disponile. Le radici non sono innestate nel terreno bensì in piccole scatole riempite di terra. Ogni scatoletta ha un tubicino attraverso il quale il sistema d’irrigazione fornisce acqua e tutte le sostanze necessarie alla crescita delle piante. Il risultato sembra essere molto buono: le piante, alte più di due metri, sono cariche di pomodorini rossi ben maturi o ancora verdi in fase di maturazione. Sembra tutto incredibile ed anche un po’ innaturale ma l’ambiente è affollato di api che circolano ovunque posandosi anche sulle mie mani. In assenza di una naturale circolazione di aria e vento sono proprio le api le artifici della impollinazione. Nella serra non solo pomodori ma anche girasoli e molte piantine di basilico. Anche a queste latitudini il connubio pomodoro e basilico è noto e apprezzato. Chissà, forse qualcuno ha visitato l’Italia apprezzando l’accoppiamento. Al termine della visita delle coltivazioni non ci resta che assaggiarne i prodotti. Ci si accomoda ai tavoli circondati dalle piante di pomodoro, un vasetto di basilico sul tavolo manco fossimo a Prà, immersi in un clima caldo-umido mentre all’esterno soffia il solito vento freddo. La zuppa di pomodoro è d’obbligo, buona, anzi buonissima, tant’è che ne faccio il bis. E non rinuncio ad una porzione di ravioloni alla borragine conditi col pesto homemade, una porzione così abbondante che la condivido con gli altri commensali. Lasciando la greenhouse si rientra nel freddo clima islandese, sempre ventoso e, anche oggi, cielo coperto e pioggia leggera.




