Tromso si è disvelata anche un luogo di grande interesse enogastronomico. Sono stato positivamente colpito dalla qualità e dalla modernità della cosiddetta “cucina artica”, basata sui prodotti locali ma con interessanti rivisitazioni e innovazioni.
Dragoy è perfetto per un pranzo veloce. Un bellissimo “banco del pesce” all’interno di uno stabile moderno. Pesci e crostacei artici sono ordinatamente esposti su un letto di ghiaccio. Chiedo al commesso se mi può preparare una zuppa di pesce. Naturalmente la risposta è positiva. Il tempo di salire al piano superiore per visitare una mostra di scienze ittiche e la zuppa è pronta, bellissima alla vista e buonissimo il sapore. Alcune verdure fresche e fette di pane completano la preparazione.
Un’altra interessante esperienza è stata la cena da Mathallen. Un locale moderno, molto frequentato da giovani, grandi vetrate e scaffali pieni di bottiglie di vino. Scelgo un merluzzo “pan fried”, prima bollito e poi passato in padella, accompagnato da bacon fritto, un pesto di sedano e crema di patate. Per rimanere allineato ai prodotti locali scelgo di bere una birra, la Mack IPA che ben accompagna il piatto.
Ma la vera esperienza multisensoriale la provo da Emma’s DrommeKjokken (cucina da sogno) consigliato dalla Lonely Planet. Senza dubbio una scelta perfetta. Uno stabile antico, al piano terra un bar al momento senza avventori dove però si possono gustare formaggi e snack ma al piano superiore c’è il famoso ristorante. Mi viene offerto un tavolino con vista sulla piazza centrale. Vengo servito da una giovane signora molto, molto professionale che mi racconta il menù e l’abbinamento coi vini. Come non concordare! Si inizia con un calice di riesling tedesco che accompagna una patata lunga un paio di centimetri con bottarga boreale (sic!) servita su una assiette di legno, a seguire un cubetto di carne di manzo con crema di brodo. Passiamo al pesce. Un halibut pan fried con salsa al vino bianco e carote arrosto. Quì mi viene offerto uno chablis della Borgogna, un bianco molto di corpo. Un liquore di lampone ghiacciato mi viene servito prima di passare alla carne. Segue un trancio di renna bollita e passata al forno con salsa al vino rosso, gocce di purè per contorno, cipolle croccanti e un rosso Tannat dell’Uruguai. Un vino corposo, tannico, 13,5°, molto buono e perfetto con la selvaggina. Un trancio di semifreddo alla cannella accompagnato da uno straordinario tokaj passito del 2011 conclude il tutto. Che cena! Certamente da sogno, e per il conto? Diciamo che ci pensa la carta di credito.



Emma’s DrommeKjokken, “cucina da sogno”


Halibut pan fried con salsa al vino bianco e carote arrosto

Trancio di renna bollita e passata al forno con salsa al vino rosso, gocce di purè e cipolle croccanti