Damiano arriva in giacca bianca col colletto tricolore, “Sorry, nervetti are not available today”, io rispondo “in italiano … buongiorno”. La pronuncia della parola “nervetti” mi ha tolto ogni dubbio. Damiano, milanese, gestisce questo ristorante dal nome felliniano nel centro di Ulan Bataar da una decina d’anni. Nel menù, scritto anche in italiano, trovo salumi misti, paste e risotti, ossobuco con polenta, ecc. Dopo una dozzina di giorni di pecora, manzo e yak ne approfitto. “Ho visto il salame di Parma, era la mia seconda scelta” e Damiano ”allora le preparo anche un po’ d’insalata”. La giovane cameriera mongola mi serve un piattino ben presentato al quale Damiano ha aggiunto anche un ottimo prosciutto crudo di Parma. Un calice di Cabernet italiano non può mancare. E il piatto principale ? Spaghetti alla carbonara, buoni, cottura al dente. Ah, che gusto ! Damiano poi si scusa perché non aveva il guanciale ed ha utilizzato una pancetta locale. Che dire ? Scusato ! Quando ci salutiamo mi ringrazia di avergli dato l’occasione di parlare italiano, io invece lo ringrazio per questi sapori italiani che già mi mancavano.